Ciclo: XXXVIII PNRRContatti: mariaantonia.salome(AT)unifi.it
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Bio: borsista nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, per il dottorato in “Strategie di Ecodesign per il sistema moda” (2023–2025). Ha conseguito la Laurea Magistrale in Arti Visive e Moda presso l’Università Iuav di Venezia (2016) e la Laurea in Design per la Moda presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli (2013). Il suo background integra una solida formazione sartoriale e competenze avanzate di modellistica per l’Alta Moda con un approccio progettuale orientato agli aspetti materiali e immateriali della moda.
La sua esperienza professionale si articola tra ambiti editoriali e progettuali: inizialmente attiva nella scrittura (2013–2016), ha successivamente operato come Junior Fashion Designer nel settore dell’abbigliamento per neonati e bambini (2017–2020), collaborando con uffici stile di brand nazionali quali Artigli, MissBlumarine e Byblos. Questa esperienza ha contribuito a sviluppare una conoscenza diretta dei processi industriali e delle dinamiche della filiera produttiva, oggi centrale nella sua attività di ricerca.
Interessi scientifici: gli interessi scientifici si concentrano sul processo creativo nel design della moda, con particolare attenzione alle strategie di ecodesign, agli approcci zero-waste e all’integrazione di pratiche artistiche, progettuali e digitali nella costruzione del capo. La ricerca si colloca nell’ambito del design per la sostenibilità e della moda circolare, esplorando il potenziale di metodologie ibride per la ridefinizione dei processi produttivi.
Titolo della tesi: RE-THINK. RE-DESIGN. RE-START. Ripensare lo scarto tessile nella progettazione di moda
Tutor: Elisabetta Cianfanelli
Co-tutor: Paolo Franzo
Abstract: il progetto di ricerca affronta la gestione degli scarti tessili pre-consumo all’interno della filiera manifatturiera italiana, con un focus specifico sulla fase di taglio del tessuto come principale punto critico per l’elevata produzione di residui difficilmente recuperabili. L’indagine si sviluppa nel contesto del partenariato esteso MICS e analizza il sistema tessile-abbigliamento-moda (TAM) attraverso un approccio design-driven orientato alla transizione circolare.
Adottando metodologie zero-waste, la ricerca concettualizza gli scarti di taglio come negative spaces, ridefinendoli da residui passivi a risorse attive del processo progettuale. Attraverso una sperimentazione practice-based, informata dall’esperienza di ricerca presso The Swedish School of Textiles dell’Università di Borås, il progetto sviluppa e testa strategie progettuali che integrano strumenti digitali e pratiche manuali, configurando un approccio ibrido alla progettazione circolare.
Inserita nel progetto nazionale Re-Waste, la ricerca mira a identificare soluzioni scalabili per la valorizzazione degli scarti post-industriali e a contribuire al dibattito sul ruolo del design come agente di trasformazione nei sistemi produttivi. In questa prospettiva, il lavoro riflette sulla dimensione sociale e politica del progetto, proponendo pratiche di “fashion hacking” come strumenti critici per la ridefinizione del valore dello scarto e per l’attivazione di modelli sostenibili nella filiera della moda.
Ultimo aggiornamento
20.05.2026