Bio
Gloria Calderone è ricercatrice, architetta e urbanista. Si forma in architettura e consegue il dottorato in Progettazione urbanistica e territoriale (XXXV ciclo). Opera nel campo degli studi spaziali critici, indagando le trasformazioni spaziali non solo come interventi fisici, ma come processi socio-politici plasmati dalle pratiche quotidiane e dall’esperienza vissuta dello spazio. In particolare, la sua ricerca attraversa temi quali rigenerazione urbana, giustizia spaziale e processi partecipativi community-based, caratterizzandosi per il suo grado di sperimentazione. Gloria ricorre a metodi di analisi e progettazione creativi ed emobodied, esplorando usi e forme di regolazione e negoziazione degli spazi anche attraverso etnografia in movimento e performance. Parallelamente alla ricerca accademica e all’insegnamento, è impegnata in attività di ricerca e pratica extra-accademiche volte alla trasformazione urbana in chiave inclusiva e democratica, in stretta collaborazione con comunità locali, attori culturali e istituzioni pubbliche.
Interessi scientifici
Low-threshold urbanism, community-based research, giustizia spaziale, accessibilità, metodi embodied, performance.
Titolo della tesi
Spazi umani e corpi urbani. Approcci artistico-performativi per una risignificazione dei luoghi dell’abitare.
Tutor
Prof. Raffaele Paloscia
Co-tutor
Prof.ssa Stefania Crobe, Prof.ssa Paola Berenstein Jacques
Abstract
La tesi indaga il ruolo della corporeità nella conoscenza e nel progetto dello spazio urbano, a partire da una critica alla marginalità del corpo negli approcci urbanistici dominanti, orientati da paradigmi razionalisti, tecnicisti e top-down. Attraverso una prospettiva ecologica, fenomenologica e transdisciplinare, la ricerca assume il corpo come dispositivo epistemico e progettuale, capace di rivelare qualità spaziali, relazionali e affettive difficilmente intercettabili dagli strumenti analitici convenzionali. Le pratiche artistico-performative sono esplorate come metodologie integrative di lettura, partecipazione e trasformazione dei luoghi, attraverso sperimentazioni condotte a Firenze, Palermo e Salvador de Bahia. I risultati mostrano come tali pratiche possano produrre microtrasformazioni spaziali, processi di risignificazione, apprendimento sensibile e legami di cura. La tesi propone infine il concetto di “urbanistica performativa”: un approccio progettuale situato, relazionale e incarnato, orientato a progettare non solo spazi, ma esperienze dell’abitare.
Ultimo aggiornamento
23.06.2026