Bio
Cristina Setti è architetta e dottoranda in Architettura del Paesaggio presso il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze, dove dal 2021 fa parte dell'unità di ricerca ELA.eumed (Responsabile scientifica: Prof.ssa Anna Lambertini), all’interno della quale ha ricoperto il ruolo di borsista di ricerca. Si è laureata a Firenze nel 2016 con 110 e lode con una tesi dal titolo "Processi adattivi per la riqualificazione dell'esistente", incentrata sullo sviluppo di metodologie adattive per la rigenerazione di spazi abbandonati o sottoutilizzati del paesaggio urbano. Dal 2021 è Cultrice della Materia in diversi corsi di insegnamento di progettazione paesaggistica e architettura del paesaggio. Dal 2026 è dottoranda in visiting presso l'Unità di Ricerca AMP all'École Nationale Supérieure d'Architecture de Paris-La Villette. Fondatrice e membro di diverse realtà culturali fiorentine, è socia AIAPP (IFLA Europe) dal 2023; parallelamente all'attività accademica, svolge attività di libera professione e fa parte del collettivo Arundo, specializzato in biocostruzioni organiche in bambù e canna mediterranea.
Interessi scientifici
paesaggio urbano, teorie del paesaggio, autocostruzione e spazio pubblico, rigenerazione urbana e rurale, processi bottom-up, ecologia politica.
Titolo della tesi
Paesaggi e spazi aperti di resistenza. Pratiche immaginative e azione collettive sul margine.
Tutor
Prof.ssa Anna Lambertini
Co-tutor
Prof.ssa Rosa De Marco, Prof. Pablo Georgieff
Abstract
La ricerca intende esplorare e ampliare il concetto di paesaggi e spazi aperti di resistenza in quanto autonoma e peculiare categoria interpretativa, legittimando l’esistenza di specifiche esperienze di trasformazione spaziale guidate da posture etiche ed estetiche che si oppongono al modello cognitivo e produttivo che domina la nostra contemporaneità. Attraverso una costellazione eterogenea di luoghi composta da spazi sociali, progetti agricoli e porzioni di terzo paesaggio in lotta, propone sul piano pratico un ventaglio di possibili alternative e soluzioni per la trasformazione e la gestione etica e responsabile dei paesaggi del quotidiano. Un coro di voci che racconta un approccio resistente al sistema capitalista e antropocentrico quale guida fondamentale e necessaria per uscire dalla crisi polisemica e pervasiva dei nostri ambienti di vita. Paesaggi e spazi aperti di resistenza rappresentano un invito ad un cambio di sguardo e prospettiva tanto nei confronti del progetto, quanto del ruolo che possono assumere comunità e progettisti.
Ultimo aggiornamento
23.06.2026